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Motori

​​2020 è l’anno in cui entreranno in vigore norme ancora più restrittive sulle emissioni dei veicoli.

Il traguardo da raggiungere è decisamente impegnativo. Ma alla ricerca FCA piacciono le sfide estremamente impegnative.

​La roadmap dei sistemi di propulsione del Gruppo include soluzioni sostenibili sia per il breve sia per il lungo periodo. Tale roadmap tiene anche in considerazione i futuri standard Europei relativi a emissioni e consumi.

Nel 2020 la flotta di ogni marchio dovrà -​ mediamente - emettere non più di 95 grammi di anidride carbonica a chilometro. Raggiungere questo traguardo è la sfida dei Costruttori e la ricerca FCA si sta muovendo su tutti i fronti: far evolvere i propulsori tradizionali, allargare l’impiego di nuovi combustibili (metano e biomasse), sfruttare al meglio l’elettronica e le trasmissioni oltre che sviluppare l’ibrido, attraverso l’abbinamento di motori elettrici e termici. L’obiettivo cui tendere è una vettura a zero emissioni.

Innovazione continua sui propulsori a benzina

​Prima il MultiAir, poi l’introduzione del turbo e il “downsizing”, estremizzato nel rivoluzionario TwinAir. Negli ultimi anni il motore a benzina ha fatto passi da gigante e con i grammi di CO2 emessi dal bicilindrico, oggi è già pronto per la sfida del 2020, almeno per quanto riguarda le vetture di segmento piccolo e medio. I ricercatori del Gruppo stanno già lavorando sul Fire MultiAir di seconda generazione che, grazie alle nuove modalità di controllo, consentirà di rendere ancora più efficiente la combustione. Per quanto riguarda le grandi cilindrate, nascerà un nuovo propulsore che, grazie a MultiAir,turbo, iniezione diretta, predisposizione alla gestione della combustione stratificata, promette di diventare best in class dal punto di vista tecnologico.

Le prossime sfide del diesel

Per quanto riguarda il diesel, la sfida per il 2020, e ancor prima per l’Euro 6, è riuscire ad abbattere gli ossidi di azoto senza impattare troppo sui costi e senza penalizzare i consumi. Tutt’altro che facile, anche se le tecnologie per il post-trattamento, come l’NSC o l’SCR sono in continuo miglioramento. Per ripulire i filtri chimici che intrappolano gli ossidi di azoto, infatti, occorre portarli a temperature molto elevate e questo comporta inevitabilmente un aumento del consumo di combustibile. Per compensare, bisogna andare a “tagliare” in altre direzioni: i ricercatori stanno lavorando sugli attriti del motore, sulla combustione e sulla sovralimentazione, oltre che sul ricircolo dei gas di scarico. D’altronde non è la singola tecnologia a fare l’eccellenza, ma il buon funzionamento di tutte quante insieme.

Metano, un’alternativa concreta

​La ricerca FCA spazia a 360 gradi nel mondo dei combustibili e delle energie, alla continua ricerca di valide alternative ai carburanti tradizionali. Allo stato dell’arte quella più concreta è il metano: questo gas naturale infatti emette allo scarico 23 volte meno CO2 della benzina. È il combustibile più diffuso al mondo, con riserve quasi infinite. Una volta estratto non ha bisogno di raffinazione e per trasportarlo non si devono impiegare autocisterne che a loro volta inquinano. Non solo esso è il carburante più economico ma lo si può ricavare anche dai liquami degli allevamenti e dai rifiuti, quindi non grava sul bilancio energetico. Infine, la tecnologia automobilistica che il Gruppo ha sviluppato in questo campo negli ultimi 15 anni, fino a diventare leader in Europa, non penalizza le prestazioni né limita gli spazi a bordo.

Sperimentazione nel campo della tecnologia ibrida: Plug-In Hybrid Electric Vehicle

​Nel 2012, FCA ha fornito veicoli dimostrativi Plug-In Hybrid Electric Vehicle (PHEV) a 16 partner negli Stati Uniti, per un totale di 109 pickup Ram 1500 e 23 Minivan Chrysler.