Officina 82, interni

Officina 82:
contenitore aperto e vitale


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    contenitore aperto e vitale


Nell’arco degli ultimi 10 anni FCA ha intrapreso interventi immobiliari che hanno riguardato principalmente la riqualificazione e la rifunzionalizzazione di aree adibite a uffici e attività produttive che, nel tempo, sono stati recuperati. Un luogo simbolo della strategia di riposizionamento del Gruppo nel tessuto urbano è rappresentato dagli spazi progressivamente realizzati, a partire dal 2007, all’interno degli stabilimenti meccanici presenti a Torino, lungo l’asse stradale di Via Plava. Le Officine 81, 82 e 83, dopo esser state “esonerate” dalla loro funzione originaria sono state oggetto di una importante riqualificazione che ha seguito i più moderni canoni di comfort e sostenibilità. Nei nuovi spazi trovano oggi sede il Centro Stile, gli uffici Abarth e CNH Industrial e, recentemente, anche gli uffici del nuovo centro direzionale che ospita tutte le attività amministrative, informatiche, di accounting, di internal audit e di sicurezza per FCA e per CNH Industrial in Europa.


Infografica - La storia di Offcina82. Maggio 1939: inaugurato lo stabilimento di Mirafiori destinato a sostituire quello del Lingotto. Progettata una fabbrica innovativa, disposta su un unico piano con lavorazioni affiancate tra loro invece che sovrapposte; fine anni 50: città nella città dove lavorano decine di migliaia di persone. Costruita parte sud del comprensorio di Mirafiori, che comprende Officina82; 1989: Offcina82 adibita alla Fabbricazione Motori; nel corso degli anni Officina82 si trasforma in magazzino ricambi; 2014: nasce la nuova Officina82.

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Si tratta di una ristrutturazione importante e significativa unica oggi in Italia. Tra i diversi progetti di riqualificazione che abbiamo condotto nel comprensorio di Mirafiori, Officina 82 è stato senza dubbio il più corposo e quello che ha coinvolto il maggior numero di persone: quasi duemila dipendenti

Sergio Marchionne, Amministratore Delegato di Fiat Chrysler Automobiles N.V.


L’area utilizzata è quella della ex “Officina 82”, una superficie di 42.000 mq di fabbricato in struttura metallica che ha permesso di realizzare 29.000 mq di uffici, servizi e cortili alberati, per ospitare quasi 2.000 lavoratori.

Il progetto, interamente seguito da Fiat Partecipazioni è stato guidato da una logica innovativa, improntata al recupero e al riuso, all’efficienza e alla sostenibilità, al comfort e alla vivibilità. Questo ha comportato notevoli vantaggi ambientali, in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e di energia impiegata.


​​Infografica - Vantaggi ambientali rispetto a un cantiere normale: quasi 8.000 tonnellate di CO2 risparmiate, oltre 900 tonnellate di ossido di zolfo evitate, circa 88.000 gigajoule di energia non consumata.

Dal punto di vista ambientale, i vantaggi principali generati dalla decisione di ristrutturare un edificio esistente anziché procedere alla sua demolizione e costruzione di una nuova struttura sono stati:

  • il riutilizzo di un sito industriale esistente

  • la riduzione significativa nella generazione di rifiuti grazie alla conservazione della struttura esterna dell'edificio

  • l’utilizzo minimo di nuovi materiali edili per evitare l'impatto generato da produzione e trasporto

  • la conservazione dell'energia latente dei materiali nella struttura esistente.


Infografica - Il cantiere: impegnate più di 30 aziende italiane leader nei loro settori, bonifica e rifacimento di 42.000mq di copertura, impiegate 127 specie vegetali engli spazi verdi, posizionati oltre 300km di cavi elettrici e trasmissione dati,realizzazione di quasi 29.000mq di uffici e spazi connessione, costruzione di una mensa con 400 posti a sedere, 365 giorni lavorativi, 0 infortuni.

​La sicurezza del cantiere è stato un obiettivo primario per tutta la durata dei lavori: i tempi ridotti hanno comportato il sovrapporsi di varie lavorazioni, e nei momenti di maggior impegno sono state oltre 300 le persone al lavoro in contemporanea. L’attenzione dedicata all’individuazione di percorsi interni, alla segnaletica di cantiere e a ogni aspetto in grado di influire sulla sicurezza ha permesso di portare a termine i lavori senza infortuni.

L’approccio sostenibile è stato adottato anche nella scelta di materiali puri come vetro, acciaio, alluminio, gesso e gres che caratterizzano la struttura. Il progetto dell’Officina 82 ruota attorno a spazi vetrati e al verde, sul quale affacciano tutti gli ambienti di lavoro, dalle sale riunioni agli uffici. Sono state impiegate 127 specie vegetali, scegliendo di far convivere le piante nostrane con quelle esotiche. Nelle corti interne sono ospitate le aree break, isole di forma ovale irregolare, nascoste da canneti semitrasparenti di tubi metallici bianchi, dove si può godere di un momento di pausa e di relazione.

Anche il ristorante aziendale si affaccia sul giardino scoperto alberato che prosegue anche nei motivi della tappezzeria interna. L’illuminazione è affidata a grandi lampade circolari che si alternano a pannelli fonoassorbenti di vari diametri su piani sfalsati. Nel ristorante, che può ospitare 400 persone per turno, si alternano tavoli tradizionali e zone bistrot, aree aperte e zone separate da divisori mobili, in modo da andare incontro alle abitudini e ai tempi di chi lo frequenta.

Il progetto si ispira all’attenzione all’ambiente e al benessere psicofisico delle persone che abitano i nuovi uffici: luce naturale, giardini, materiali e superfici offrono una continua percezione di comfort. Per l’illuminazione degli uffici è stato scelto un sistema up-down a luce diretta e indiretta: sono circa mille gli apparecchi led a sospensione installati. Questi permettono un consistente risparmio energetico: a parità di flusso luminoso emesso, la potenza elettrica necessaria per l’alimentazione dell’impianto si riduce del 50% rispetto a soluzioni tradizionali. Questi interventi a favore di una fruizione sempre più sostenibile degli spazi di lavoro sono una prova tangibile di come un Gruppo dalla presenza globale, mantenga alta l’attenzione sul territorio di origine, non rinunciando al proprio imperativo di sostenibilità.

Dicembre 2014


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