Una leggenda italiana festeggia 110 anni


  • Una leggenda italiana festeggia 110 anni

Il 24 giugno il marchio del Biscione festeggia oltre un secolo di innovazioni tecnologiche, design e successi sportivi che hanno fatto la storia dell’automobilismo


24 Giugno 2020 - Quest’anno segna 110 anni dall’inizio della storia di un leggendario marchio italiano che ha raggiunto traguardi che pochi altri possono vantare. È una storia d’amore infinita, alimentata dalla passione per il design, innovazione tecnologica, prestazioni e vittorie sportive in tutto il mondo.

Sfogliare l’album dei ricordi del marchio Alfa Romeo vuol dire ripercorrere una storia popolata di imprenditori, designer, meccanici, piloti, star del cinema e di tanti appassionati e amanti del bello che hanno reso celebre e unico questo marchio.

Sarebbe pretenzioso condensare in poche parole una storia lunga 110 anni. Ma per capire che cosa significhi Alfa Romeo, basta soffermarsi su alcune pagine dell’album dei ricordi e riviverne le emozioni. Le stesse che si provano oggi nel vedere le ultime nate dalla matita dei designer del Centro Stile: Giulia e Stelvio Quadrifoglio, sintesi perfetta di bellezza e spirito dinamico.


La nascita di un mito: “24HP”

Fondata a Milano il 24 giugno 1910, la società Anonima Lombarda Fabbrica Automobili (A.L.F.A.) ha da subito progetti ambiziosi: la prima vettura prodotta al Portello è la 24 HP, progettata da Giuseppe Merosi, un brillante ingegnere specializzato in motori da corsa. Un’Alfa Romeo a tutti gli effetti: elegante, sportiva, tecnologicamente avanzata e con un carattere unico. Nel 1911 due vetture 24 HP progettate sempre da Merosi nella versione Corsa prendono parte alla Targa Florio, facendo entrare Alfa nel mondo delle competizioni.

Durante la prima guerra mondiale, l’imprenditore Nicola Romeo assume la direzione dell’azienda che, con lo scoppio della guerra, passa alla produzione bellica. Nel 1919, la società riprende la produzione di auto e cambia il suo nome in Alfa Romeo. È l'inizio di una nuova epoca.


Il mondo delle corse e delle vittorie

Nel palmarès del Biscione si contano dieci Targa Florio, il primo Campionato del Mondo per vetture Grand Prix, due Campionati del mondo sport prototipi, 11 Mille Miglia (più di ogni altro marchio automobilistico), quattro 24 Ore di Le Mans, due Campionati del Mondo di Formula 1 e innumerevoli altri podi.

Negli anni Venti e Trenta al volante delle Alfa Romeo ci sono alcuni dei più grandi campioni di tutti i tempi: Campari, Sivocci, Ascari, Nuvolari, e un altro pilota che ha lasciato il segno negli annali della storia dell’automobilismo: Enzo Ferrari, che approda all’Alfa nel 1920.

Nel 1923, Enzo Ferrari riesce a convincere Nicola Romeo ad assumere Vittorio Jano, un giovane tecnico che lavorava per la Fiat. È un investimento eccezionale perché Jano, mente tecnica straordinaria, è capace di trovare soluzioni innovative e raffinate. Come il suo primo modello, la GP Tipo 2, che segna la svolta nella carriera sportiva dell’Alfa Romeo. Capace di produrre 140 cavalli a 5500 giri, questa vettura ha una potenza vincente sconosciuta agli avversari.

Nel 1924 Alfa Romeo domina il Gran Premio di Francia e d’Europa con Giuseppe Campari alla guida di una GP Tipo 2. Una vittoria che fa epoca, ottenuta davanti a 400 mila spettatori e che porta improvvisamente Alfa Romeo sulle prime pagine dei giornali. Nel 1925 il P2 porta l’Alfa alla conquista del primo Campionato del Mondo.

Lo Stemma del Quadrifoglio

Quadrifoglio Alfa Romeo

Per l’edizione del 1923 della Targa Florio, Alfa Romeo prepara una versione da corsa della RL e convoca i migliori piloti dell’epoca. Ma non volendo lasciare nulla al caso, l’azienda dipinge un portafortuna sulla calandra delle sue auto: un quadrifoglio.

Alfa Romeo vince con Sivocci al volante e Ascari si piazza secondo - una vittoria importantissima per il marchio. Fu così che il Quadrifoglio divenne il simbolo delle più leggendarie auto da competizione dell’Alfa Romeo.

Una su tutte: l’Alfetta

La più celebre monoposto Alfa Romeo è senza dubbio la Tipo 158, meglio nota come “Alfetta”, nata nel 1938 dal progetto di Gioachino Colombo. Il motore 8 cilindri sovralimentato di 1,5 litri erogava 195 CV. L’esordio, alla Coppa Ciano del 1938 è vincente, ma già si addensano le nubi della Seconda Guerra Mondiale. Lo sport dei motori si ferma. Riprenderà dopo una lunga interruzione alla fine degli anni Quaranta e nel 1950 inizia il Campionato del mondo di F1, con una serie di gare che comprende i grand prix più famosi. L’Alfetta domina i primi due campionati. Nel 1950 il torinese Farina diventa il primo campione del mondo di F1. L’argentino Juan Manuel Fangio si rifarà l’anno successivo, vincendo con l’Alfetta il primo dei suoi cinque titoli iridati.

La Giulietta e il fascino del “Made in Italy”

Alfa Romeo ha bisogno di concentrare gli sforzi sul rilancio della produzione e decide di ritirarsi, imbattuta, dalle corse. Dopo il buon successo commerciale della 1900, lanciata nel 1950, l’azienda introduce la Giulietta Sprint nel 1954.

Questa vettura, prodotta anche nelle versioni berlina e spider, consolida la posizione di Alfa Romeo come un grande costruttore automobilistico ed è anche dimostrazione della determinazione dell'Italia ad emergere dagli anni bui della guerra. La Giulietta introduce un livello di prestazioni e guidabilità unico nel segmento ed è anche la prima vettura prodotta in catena di montaggio che monta un motore bialbero a camme in testa interamente in lega d’alluminio.

Alfa Romeo inizia ad esportare auto negli Stati Uniti nel 1961 a un importatore che desiderava offrire ai clienti una versione decappottabile della Giulietta. La Giulietta Spider diventa una delle icone della Dolce Vita e di quel settore che sarebbe stato successivamente definito “Made in Italy”.

Giulia: la nascita di una star

Otto anni dopo il successo della Giulietta, Alfa Romeo svela la Giulia TI. Con un coefficiente aerodinamico di soli 0,34, un peso di 1.000 kg e un motore da 1570 cc, la Giulia era ben nota tra le berline europee per guidabilità, accelerazione, sicurezza e dinamica di guida ai vertici della categoria.

Ma se la Giulietta Spider piace al cinema italiano, è la Spider 1600 “Duetto” che conquista Hollywood e gli States con immagini iconiche che entrano nella storia del cinema diventando un vero e proprio “cult”. La Spider è stata prodotta in quattro generazioni, con oltre 124 mila unità prodotte in 28 anni (dal 1966 al 1994): la più lunga vita di sempre per un modello Alfa Romeo.


La leggenda continua

Nel 2016, Alfa Romeo lancia la nuova Giulia e Giulia Quadrifoglio, la prima di una nuova generazione di vetture prestazionali nella pura tradizione Alfa Romeo. Nel 2017 arriva lo Stelvio (anche in versione Quadrifoglio), primo SUV della storia Alfa Romeo. Entrambi i modelli hanno ricevuto premi e riconoscimenti a livello internazionale, affermandosi come punto di riferimento nei rispettivi segmenti.

A marzo di quest’anno, in occasione del suo centodecimo compleanno Alfa Romeo ha svelato la Giulia GTA, vettura prestazionale prodotta in serie limitata che rende omaggio alla Giulia Sprint GTA del 1965, uno dei modelli più rappresentativi del Biscione.

Ispirandosi ad un passato glorioso e ai valori fondanti del marchio – prestazioni, design e tecnologia – Alfa Romeo continua a proiettarsi verso il futuro con passione, visione e impegno per costruire i prossimi 110 anni di storia leggendaria.


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