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Abarth: un mito lungo 70 anni


  • Abarth: un mito lungo 70 anni

Oggi come ieri, dire Abarth significa dire “velocità”, “coraggio”, “prestazione”, “elaborazione”.

21 Febbraio 2019 - In sella a un sidecar, nel 1934 Carlo Abarth sfidò l’Orient Express, coprendo in 23 ore e 40 minuti i 1.372 chilometri della tratta Vienna-Ostend. Vinse. La facciamo iniziare da qui la storia di un uomo impavido e geniale attratto in ugual misura dalla velocità e dall’innovazione. Un uomo che, dopo una carriera da campione su moto e su auto, consolidò la sua aura leggendaria creando la Abarth & C, azienda con uno scorpione come logo che costruiva automobili straordinarie e kit di elaborazione che aumentavano prestazione, potenza e velocità delle vetture di serie. Fondata nel 1949, nel giro di qualche anno aveva 375 dipendenti e una produzione di circa 300 mila marmitte. Quelle marmitte che, foderate con lana di vetro, oltre a dare più potenza, conferivano al motore un inconfondibile rombo.

31 marzo 1949: nasce la Abarth & C.

Fiat 500 elaborazione Abarth 1958

La leggenda dello Scorpione inizia il 31 marzo di settant’anni fa, dunque, con la prima vettura, una 204 A derivata da una Fiat 1100 che vince immediatamente il campionato italiano 1100 sport e quello di Formula 2. Nello stesso periodo Carlo Abarth ha un’intuizione geniale: realizzare parallelamente all’attività delle corse i famosi kit che comprendono anche le marmitte di scarico. Per “convincere” gli automobilisti a installare uno scarico Abarth, Carlo escogita un’abile campagna pubblicitaria focalizzata su un’elegante presentazione del prodotto, reclamizzato con un linguaggio nuovo e rivoluzionario. Il successo è immediato e così inizia l’ascesa del Marchio, che raggiunge il culmine negli anni Cinquanta e lungo tutti i Sessanta. Lo Scorpione entra nell’immaginario collettivo e continua la sua lunga marcia dettata da trionfi e intuizioni, record e anche nuovi modi di vivere le corse. Dire Abarth in quegli anni è come dire “velocità”, “coraggio”, “prestazione”, “elaborazione”. L’elenco dei successi in tutto il mondo è lunghissimo.

Lo Scorpione è e resterà sempre un mito

Carlo Abarth

Nel 1971 l’Abarth diventa proprietà di Fiat Auto e l’ultima vettura a cui Carlo partecipa nella realizzazione è la A112. Arrivano poi altri modelli celebri, come la Fiat 131 Abarth, campione del mondo di rally e la Ritmo Abarth. Carlo muore il 24 ottobre 1979 sotto il segno dello Scorpione, lo stesso segno sotto cui era nato. Ma ancora oggi il suo spirito vive, “illuminando” il Marchio che è e resterà sempre sinonimo di performance, grande piacere di guida e sportività. Oggi si affacciano nuove sfide, l’Abarth continua a creare vetture uniche e a regalare, a chiunque abbia l’onore di guidarle, grandi emozioni.

La gamma “70esimo Anniversario”

La leggenda, insomma, continua. E a rappresentarla ora c’è la nuova gamma Abarth “70esimo Anniversario” che renderà speciali le Abarth del 2019. Declinata sui modelli Abarth 595, Abarth 124, è riconoscibile dal logo “70esimo Anniversario”. La 595 Competizione offre di serie il sistema Uconnect con schermo touch 7” HD con Abarth Telemetry, predisposizione Apple CarPlay e compatibilità Android Auto. Novità anche per la 595 Turismo, con l’adozione di serie del tetto apribile in vetro e del sistema Uconnect con schermo touch 7” HD con funzione di navigazione satellitare, predisposizione Apple CarPlay e compatibilità Android Auto.
All’interno, selleria in pelle. Il tutto, arricchito dal Pacchetto Urban con sensori di pioggia, parcheggio e crepuscolare. La 595 ha il volante a fondo piatto con mirino, mentre la 595 Pista ha l’Abarth Telemetry da 7”, lo scarico Record Monza, le sospensioni posteriori Koni con tecnologia FSD. Il logo “70esimo Anniversario” caratterizza anche la livrea dell’Abarth 124 anche sulle versioni 124 Turismo e sulla serie speciale 124 GT.