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Noi scommettiamo sui giovani


FCA è in prima linea nel formare ragazzi capaci di affrontare le sfide del lavoro

FCA University, Studenti

15 Luglio 2019 - “Sono appassionato di macchine da sempre. Ero uno di quei bambini che non vedeva l’ora che arrivasse la domenica per guardare la Ferrari sfrecciare in pista. Così, quando ho scoperto che a Torino era possibile frequentare un corso di ingegneria dell’auto non ci ho pensato due volte. Ho lasciato Roma, la mia città, e affrontato l’intero ciclo di cinque anni. Meta: frequentare uno dei primi percorsi disegnati “a quattro mani” da accademia e industria che, nel capoluogo piemontese, equivale a dire Politecnico e FCA”.
Cosimo Colaneri, EMEA Planning, Methods and Cost Control del Product Development di Mirafiori, racconta con entusiasmo l’inizio del suo percorso nel mondo automotive, che prosegue oggi in Azienda alla guida di una squadra di cinque persone con la quale si occupa dell’analisi dei costi di impianto frenante, ruote e altre dotazioni del veicolo. È uno dei cinquemila giovani che hanno frequentato il corso in Ingegneria dell’Autoveicolo nato per preparare esperti dell’auto con un’azione combinata di conoscenze teoriche, fornite dai docenti del Politecnico, e nozioni operative, curate da specialisti di FCA per oltre novecento ore l’anno. Un ruolo di formatore al quale quest’anno è stato chiamato anche Cosimo. “Ho praticamente chiuso il cerchio”, scherza. “Il valore aggiunto che diamo noi ingegneri già attivi in Azienda sta nell’impronta pratica alla didattica, ma anche nello stimolo a calare idee e progetti nella realtà industriale. Sono fiero di aver contribuito alla formazione di giovani che sognano il mondo dell’auto tenendo fede a un metodo che unisce una formazione solida a una mentalità critica, aperta e flessibile. Esattamente quella necessaria ad affrontare le nuove sfide del mercato tanto che, a un solo anno dalla laurea, il 95% di noi studenti in Ingegneria dell’Autoveicolo trova lavoro”.
Elettrificazione, guida autonoma e connessa, fabbriche digitali ed ecologiche: l’industria automotive sta cambiando velocemente e gli esperti del settore sono chiamati a stare al passo. Innovando certo, ma anche “mescolando” in modo inedito quanto si conosce per dar vita a soluzioni efficaci e puntuali. In questo senso, pensare fuori dagli schemi può fare la differenza. E chi ne è capace meglio di un giovane ingegnere che, conoscendo le funzionalità delle vetture oggi, sa immaginare come ci muoveremo domani?

Una collaborazione lunga vent’anni

FCA University, Campus

Ecco perché FCA collabora con il Politecnico di Torino, investendo in progetti di didattica, di formazione e di ricerca. Lo fa dal 1999 e proseguirà fino al 2022, grazie alla firma avvenuta a dicembre 2018 di un nuovo accordo da sette milioni di euro. Tra le tante iniziative di successo avviate grazie al protocollo d’intesa spiccano il corso in Ingegneria dell’Autoveicolo, nel quale verranno introdotte anche lezioni con esperti in mobilità sostenibile e intelligenza artificiale, e lo sviluppo di numerosi progetti di ricerca con il coinvolgimento diretto degli studenti. Durante i precedenti anni di collaborazione ne sono stati realizzati ben 57, spaziando fra argomenti diversi, dalla soluzione di problemi ingegneristici reali all’indagine su nuovi materiali.
Le opportunità però non si limitano al perimetro torinese poiché l’accordo prevede anche percorsi internazionali. In particolare, la possibilità di svolgere la tesi nelle Università di Windsor in Canada o di Oakland in Michigan, oppure di conseguire un Dual Master Degree, un riconoscimento “doppio” valido in Italia e all’estero. Viceversa, il corso del Politecnico di Torino accoglierà sempre più studenti stranieri, aumentando la già consistente percentuale di un neoiscritto su tre. La dimensione internazionale è favorita dall’utilizzo esclusivo della lingua inglese durante gli ultimi tre anni di studio e dai crescenti servizi offerti dall’ateneo, fermamente convinto che “rimanere nel cuore” di uno studente significhi avere antenne in ogni parte del mondo accorciando il distacco tra accademia e industria. Oggi, infatti, non è pensabile che gli ingegneri progettino chiusi nel loro ufficio senza conoscere nulla della società per la quale stanno sviluppando un prodotto, o non siano capaci di valutare l’impatto di una nuova tecnologia sulla massa. Servono senso critico, responsabilità sociale e capacità nel lavorare in squadra, anche con professionalità di stampo umanistico.

Tutto l’impegno per gli universitari

FCA University, prototipo auto

FCA crede nei giovani. E lo dimostra con molte iniziative. Alcune sono più recenti, come “I am FCA - Innovation Award Millenials by FCA” che ha coinvolto mille laureati in Economia di sei università dell’Italia Centro-Meridionale per chiedere come desiderano l’auto del futuro. Altri sono eventi come “Face to Face with FCA” che vede esperti del Gruppo mettere le proprie competenze a disposizione di squadre universitarie che progettano auto da corsa per la competizione di Formula SAE. E poi ci sono i premi per l’innovazione come il “Fiat Prize” e il “Giovanni Agnelli Award” assegnati dal Centro Ricerche Fiat alle tesi di maggiore interesse di laureati polacchi e corsi per specialisti. Comau ne propone sia per ingegneri esperti, uno per tutti il master biennale in “Manufacturing 4.0”, sia per studenti di altre facoltà, come il percorso di laurea magistrale in “Innovation and Technology Management” realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano.
Infine, ci sono iniziative diventate quasi un’istituzione. È il caso della consegna annuale di centinaia di borse di studio ai figli dei dipendenti diplomati e laureati di triennale e di specialistica, che si sono distinti nel percorso di studi. Intitolate dalla scorsa edizione, la ventitreesima, a Sergio Marchionne, premiano l’impegno dei ragazzi e dei loro famigliari a essere curiosi, attenti e intraprendenti. Perché solo così si comprende quello che è necessario cambiare. Migliorandolo.

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